Che dire, leggendo il blog di mia figlia, Se i sogni son desideri,
la mia convinzione che non tornerà più in Italia si fa sempre più forte.
Ovvio che tornerà, per finire la scuola
e perché vuoi o non vuoi il visto ha una scadenza,
ma la sensazione che casa sua non sia più qui è viva dentro di me.
Intendo dire che la sento già come cittadina del mondo.
Sento che nonostante abbia le sue radici qui da noi,
non faccia più parte di questa realtà, nel senso che si è emancipata.
E lo dico con orgoglio, senza un briciolo di malinconia.
Ovvio che io sono sempre pronta ad accoglierla a braccia aperte.
Ma questo lei lo sa.
Voglio dire che "CASA" sarà ovunque deciderà di lasciare il suo cuore.
E quindi sarà qui in Italia, e sarà in America.
E sarà ovunque deciderà di andare,
perché anche se a chilometri di distanza,
da qui o da North Providence, le sue basi sono solide,
e ci sarà sempre qualcuno che la porterà nel cuore
e in questo modo la sosterrà.
Leggo il suo blog e sento questo.
Ha trovato una famiglia ideale, che non finirò mai di ringraziare,
per il bene e l'affetto con cui l'hanno accolta e la circondano.
Tutti. I genitori, i fratelli e le sorelle, gli zii e i cugini.
Ormai anche io li chiamo così perché li sento parte della famiglia.
È come se, con questa esperienza, si fosse completato un mosaico.
Un mosaico bellissimo.
Io non ho potuto dare a mia figlia una famiglia unita e numerosa.
No. Sono una madre single,
e la mia famiglia di origine vive lontana, anche se le vuole bene.
Ho potuto darle solo il mio affetto
e le ho insegnato quel poco che so della vita.
O almeno ci ho provato e ci provo.
In USA invece fa parte di una famiglia numerosa, felice,
unita, piena di amore.
Una vera ricchezza.
E la cosa più bella è che condividono
questa ricchezza con mia figlia e di riflesso con me.
Parlo con Laura quasi tutti i giorni in chat su Facebook.
E anche dai piccoli aneddoti, dai compiti di scuola allo shopping,
sento che il legame con me è forte,
ma sento anche che ne sta creando uno altrettanto intenso.
E questo mi da una grande serenità.
Sabato l'ho vista su Skype la quarta volta in due mesi
(già due mesi, come vola il tempo!).
Direi in linea con le previsioni.
Un elenco infinito di compiti per la scuola,
una sfilata con gli ultimi acquisti,
un'intervista per il compito di psicologia sui suoi primissimi mesi di vita.
E lì mi sono resa conto di quanto sia cresciuta...
e di quanta poca memoria io abbia!!!
Non mi ricordo la sua prima parola,
e forse nemmeno il suo primo passo...
non lo so forse perché poi ne sono seguiti talmente tanti
( sia di passi che di parole....AHAHAH!!!) :-D
che forse ritengo che siano più importanti gli ultimi, non i primi...
( o forse è solo una scusa per non dirmi che madre degenere io sia!)
E comunque questa "prova" mi sta rendendo una madre più consapevole.
Perciò non posso fare altro che ringraziare.
E chiedere ai Gianfrancesco se vogliono adottare pure me
(due al prezzo di una) :-)
:')
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