sabato 24 agosto 2013

Alla Sapienza, cerimonia di saluto.

E' partita.
Sento il bisogno di scrivere per conservare nella memoria ogni più piccolo dettaglio di questa mattinata.
So che può sembrare ridicolo ma ho la sensazione che se non scrivo dimenticherò tutto.
Laura è salita su un pulmann con i vetri oscurati ed è partita.

La mattinata è iniziata presto.
Alzate alle 7, colazione frugale, beh per lei no, si è mangiata un bel panino 
con la nutella alla faccia della tensione!!!
Alle 8.15 siamo in stazione in attesa dell'autobus 310.
E lì, probabilmente siamo circondate dall'aura di Intercultura, 
troviamo altri exchanger in partenza. 
"Valigia grande, età corrispondente...dovete andare alla Sapienza?"
Arriva l'autobus e già sento un brivido. 
Dentro di me sto facendo un count down.
L'ora dei saluti si avvicina.
Arriva la nostra fermata.
Un bel gruppetto scende dall'autobus e si avvia verso l'ingresso della Sapienza.
All'ingresso troviamo il padre di Laura che ci attende e poi insieme attraversiamo
il grande parco dell'università delimitato dagli edifici delle varie facoltà,
e ci troviamo alla scalinata che porta all' Aula Magna.
Troviamo un bel po' di ragazzi con i propri famigliari seduti in attesa.
Prima di arrivare alla scalinata ci avvicina una volontaria di Intercultura che, 
dopo aver chiesto il nome a Laura, 
la invita ad andare al pullman n° 1 nel parcheggio sul retro, 
lasciare il bagaglio da stiva, 
e andare a registrare la sua presenza al "seggio" n° 1.

Eccoci al pullman.


Ci danno i tagliandi da appendere alle valige con l'indirizzo di destinazione,
e Laura va a pesare i bagagli. 
Tutto ok. 
Sospiro di sollievo!!
Carica il bagaglio nel pullman e ci avviamo verso l'Aula Magna.
Nell'atrio ci sono appunto dei seggi 
che assegnano un cartellino ad ogni ragazzo,
con su scritti gli orari dei voli, 
la zona di "benvenuto una volta giunti a destinazione, 
i numeri di emergenza...tutto quello che servirà per il viaggio. 
La volontaria di Afs, simpaticissima e gentilissima,
da la targhetta a Laura che se la appende al collo tutta emozionata.


L'unica cosa di cui si dispiace un po' è 
che è l'unica ragazza marchigiana 
che parte oggi per gli States 
e perciò non conosce nessuno.
Poi però trova Giulia, di Jesi che parte per un trimestrale in Belgio 
e così si mette a chiacchierare un po' con lei.
Dopo un po' entriamo tutti in Aula Magna 
e alle 10.30 in punto parte la proiezione del video di Intercultura.
L'abbiamo visto centinaia di volte, 
io lo so quasi a memoria, però è sempre simpatico, 
divertente e anche emozionante.

L'Aula Magna è strapiena.



Entra Roberto Ruffino, il segretario generale di Intercultura.
Nonostante la formalità nel parlare, 
nel leggere i comunicati del sindaco di Roma e del Ministero degli esteri, 
nel chiamare a parlare le ambasciatrici della Lettonia e della Serbia,
 il presidente dell'associazione italiana Presidi, 
tutto ha un'aria colloquiale, accogliente, decisamente famigliare. 
Lo dice, Ruffino, 
che siamo una grande famiglia, 
fatta di volontari, di exchangers e delle loro famiglie, 
lo dice, ma si sente che lo pensa, 
che ne è convinto e che lo sono anche tutti gli altri.
C'è gioia nelle loro parole di benvenuto, 
non c'è retorica o falsità. 
E quando presenta ad uno ad uno i gruppi in partenza 
si alzano gli applausi e la commozione. 
Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca,
Repubblica Dominicana, Ecuador, 
Honduras, Islanda, Lettonia, 
Olanda, Russia, Serbia, 
Slovacchia, Ungheria 
e Stati Uniti! 
Applausi e commozione.

Ruffino parla di Intercultura, 
associazione che l'anno prossimo compirà 100 anni!!!
Parla della speranza di una 
"futura generazione che sta al passo con il resto del mondo"
 che sta alla base dell'associazione.
Parla dei volontari e li ringrazia uno per uno. 
Parla delle famiglie e del loro coraggio 
nel lasciar partire i figli per un anno.
Ci ringrazia della fiducia che accordiamo 
ad Intercultura nell'affidare i nostri ragazzi 
e ci chiede di lasciarli andare. 
Di far sì che siano liberi di vivere l'esperienza 
che non sarà tutta rose e fiori, ma sarà sofferenza. 
Sarà adattamento. Sarà pianto ma anche autonomia e poi maturità.
Passa poi la parola ai volontari 
che ci ricordano le regole di Intercultura, 
ci illustrano il programma delle prossime giornate, 
si raccomandano ancora una volta 
di usare educazione, sensibilità e delicatezza
 nei confronti delle famiglie ospitanti, 
per capire la loro cultura, le loro abitudini ed adattarsi al meglio.
E ancora un po' di aneddoti 
e l'intervento di una madre di due gemelle in partenza 
che a sua volta è stata una exchanger dal Maine 
e poi è tornata in Italia definitivamente.

E' l'ora dei saluti. 
Chiamerà un pullman alla volta. 
E naturalmente siamo i primi ad uscire e salutare.
Ci avviamo verso l'autobus 
che porterà Laura in un albergo fuori Roma 
da dove poi andrà a Fiumicino 
(un'altra levataccia visto che il primo volo è alle 6.45!!!)
Laura è tesissima e poi si scioglie in un pianto liberatorio. 
Mi abbraccia forte.
Sembra che non voglia lasciarmi più.
E' ora di andare bambina mia. 
E' ora di andare. 
Ci vediamo fra 10 mesi. 
Ti voglio bene.



venerdì 23 agosto 2013

A Roma

Arrivate a Roma, ci siamo subito imbattute nel folklore cittadino...
:" A' Sorcio! Dove sta via Principe Amedeo?" 
Due tassisti gentilissimi che ci hanno aiutato a trovare l'albergo...:-)
Dopo un pasto frugale e un paio d'ore di sonno, 
siamo uscite per un giro.
Andiamo verso il Colosseo e, 
appena arrivate davanti all' Esquilino ( capolavoro!!!) 


comincia a piovere di brutto!!!
Fortuna i cinesi!!!
Due ombrellini super colorati e di nuovo per strada sotto la pioggia, 
a scovare e ammirare anche gli angoli della città...


strade e palazzi, giardini e terrazzi...


finchè non appare
...er Colosseo!!!





Circondate da centurioni, pakistani che vendevano l'acqua ghiacciata  
(uannaduuannaduuannadu!!
Uno ci ha offerto l'acqua almeno sei volte 
ripetendo questo scioglilingua senza guardarci in faccia
 non capendo che eravamo le stesse della volta prima!!)
e turisti...alla fine ci siamo concesse una piccola pausa


Non contente della camminatina,
abbiamo deciso di proseguire
per altri 4 km
verso piazza San Pietro

Il lungo Tevere è bellissimo,
mi ricorda Verona,
più in grande naturalmente...






giriamo a sinistra ed ecco
... San Pietro!!!


il Colonnato del Bernini è davvero mozzafiato


L'ultimo giorno in Italia, passato con me, volge al termine.
E' stato impegnativo e intenso,
dedicato solo a noi due
e ci voleva, eccome se ci voleva!!
Una cena veloce e leggera 
e poi a nanna.
La mattina alle 7 in punto c'è la sveglia !


Inizia il viaggio

Ultimi giorni frenetici. 
Ho saltato la descrizione della valigia anche se quello è stato il momento 
in cui mi sono resa conto che la partenza era imminente...
E poi feste, biglietti, letterine... 
Tanti attestati di stima e amicizia x mia figlia 
che mi hanno reso orgogliosa e  fiduciosa.
Ieri l'ultima notte a Pesaro...
Sembrava tutto irreale. 
Abbracci infiniti che dicono più di mille parole, 
parole che non riesci a dire, 
che non escono x la commozione, 
perché non vuoi piangere 
ma senti un nodo in gola. 



E così stai in silenzio con gli occhi lucidi 
e la guardi mentre osserva tutto 
come se cercasse di imprimere nella mente 
anche il più piccolo particolare.

Ed eccole le valige, attentamente pesate, 
riempite come se fossero una partita di Tetris.




Ora siamo sul treno per Roma. 
Con un giorno di anticipo, 
per fare le cose con calma e goderci la città eterna.
Partite all'alba per essere in città per pranzo...
ma che stanchezza!





domenica 11 agosto 2013

America, America...coincidenze.

Sono ancora incredula. 
E se ci penso ancora gli occhi si riempiono di lacrime per l'emozione...
Finalmente il placement è arrivato!!!Lo so da tre giorni.
Dal 7 agosto. Ero in viaggio per Padova
 e mia figlia mi ha chiamata al telefono...
e non stava più nella pelle... 
E subito nella sala d'attesa dello studio di Padova 
comincio a navigare e vedo il posto...
North Providence , Rhode Island...
E poi la famiglia, italo-americana, padre e madre  con 4 figli(!!!!!)
 e due nonne (una si chiama Italia).
La casa è bellissima. La tipica abitazione coloniale in legno 
con tanto di porticato e bandiera americana esposta...che invidia!!!
 Sembra la casa di Lorelai :-)
E poi la scuola...enorme!!!Moderna, con un sacco di materie,
 una vastissima scelta di sport e attività.
E infatti mia figlia il giorno dopo è arrivata con un plico di fogli
 con la descrizione di ogni singola materia di studio per scegliere bene il programma...
Comincio a realizzare solo ora che fra 11 giorni parte!!!
Insomma, sapevo che sarebbe partita entro il 10 settembre...
ma non avevo idea di dove sarebbe andata, di chi l'avrebbe ospitata...
ora che ho visto i luoghi e conosco i loro nomi, i loro volti...
mi sembra di aver ricevuto una scossa. E' tutto vero.
Da quando abbiamo saputo la destinazione generica
 (Stati Uniti) ogni giorno vedevo o sentivo qualcosa che mi portava là col pensiero. 
Una maglietta, un cappellino, un nome, una canzone... 
ma da tre giorni a questa parte in ogni momento e in ogni occasione,
 ogni cosa mi parla dell'America...
come quando vuoi comprare un'automobile 
e improvvisamente in giro noti solo quel modello. 
Oggi ero al ristorante e mi sono segnata il numero di telefono che termina con 911!!!!
 E stasera ho sentito la canzone di Gianna Nannini,
 che è di una volgarità assurda (lei e la canzone)... 
e poi mi è tornato in mente un cartone animato degli anni '80:
 "Il giro del mondo in 80 giorni"che solo chi ha la mia età conosce, 
di cui ricordo non solo la sigla ma anche una canzone all'interno del cartone,
 che indovinate come si intitola?
Si vede che era destino!