martedì 29 ottobre 2013

Fotografia

Ok, è ora di parlare un po' di me 
e di quello che faccio mentre attendo il ritorno di mia figlia!
Mi tengo occupata. E do sfogo alla mia creatività.
Ho iniziato un corso di fotografia. 
Conoscevo già l'insegnante Gianluca Guidi, 
avendo già visto alcune delle sue foto.
Perciò ho preso la palla al balzo e mi sono buttata.
Ho la passione per la fotografia da quando Riccardo 
mi ha regalato la macchina fotografica 
e io ho sperimentato senza sapere nulla di tecnica ma solo provando, 
durante i concerti che ospitavamo al Giardino delle Arti.
Ma dicevo, avevo i mezzi (e la fortuna che qualcuno me li regalasse!!!!!) 
ma teoria e tecnica ZERO.
E questa è la premessa.
Ora ho scoperto che con un po' di tecnica in più mi diverto un sacco a sperimentare
e decido io l'effetto che voglio ottenere o meglio ci arriverò,
perché per il momento capisco gli errori...
e mi sembra già un passo avanti!!
E così sto cominciando a fare le prime uscite...
Sabato ho fatto delle foto in studio...
poche immagini da recuperare...
Un microfono e il suo particolare...non sono perfette ma mi "prendono".







Domenica ho approfittato della splendida giornata primaverile
(ma non siamo a fine ottobre???)
Luce splendida, temperatura ideale per stare all'aria aperta 
e fotografare i miei soggetti preferiti.
Alberi e piante.








E così ho provato a variare il bilanciamento del bianco 
( ho provato il settaggio per la penombra e poi quello premisurato)
a cambiare la sensibilità, a trovare la giusta proporzione
tra tempo di esposizione e apertura di diaframma 
a seconda dell'effetto che volevo ottenere.

Sono riuscita ad isolare un bel ramo con le foglie rosse dal resto della pianta ancora verde...

1/125, F : 5,6 
1/80, F:4,5






       
Ho provato anche a fare delle macro...
mi sono riempita di buchi perché mi sono infilata in un rovo
e forse per questo la Fortuna mi ha premiato con un risultato soddisfacente.

1/320, F: 5,6
    
1/320, F: 5,6
In particolare facevo una foto a un filare di cipressi 
in cui volevo si vedessero le nuvole dietro; non riuscivo, 
cambiavo esposizione, apertura di diaframma e poi...Miracolo!! 

ISO 1600

ISO 100 (..e ho cambiato anche inquadratura...)
Ho controllato gli iso:1600. Vuoi vedere che...? 
Abbasso a 100 ed ecco apparire le nuvole...
Che soddisfa!!!

lunedì 28 ottobre 2013

CASA

Che dire, leggendo il blog di mia figlia, Se i sogni son desideri,
la mia convinzione che non tornerà più in Italia si fa sempre più forte.
Ovvio che tornerà, per finire la scuola 
e perché vuoi o non vuoi il visto ha una scadenza, 
ma la sensazione che casa sua non sia più qui è viva dentro di me. 
Intendo dire che la sento già come cittadina del mondo. 
Sento che nonostante abbia le sue radici qui da noi, 
non faccia più parte di questa realtà, nel senso che si è emancipata. 
E lo dico con orgoglio, senza un briciolo di malinconia. 
Ovvio che io sono sempre pronta ad accoglierla a braccia aperte. 
Ma questo lei lo sa. 
Voglio dire che "CASA" sarà ovunque deciderà di lasciare il suo cuore. 
E quindi sarà qui in Italia, e sarà in America. 
E sarà ovunque deciderà di andare, 
perché anche se a chilometri di distanza, 
da qui o da North Providence, le sue basi sono solide, 
e ci sarà sempre qualcuno che la porterà nel cuore 
e in questo modo la sosterrà. 
Leggo il suo blog e sento questo.
Ha trovato una famiglia ideale, che non finirò mai di ringraziare, 
per il bene e l'affetto con cui l'hanno accolta e la circondano. 
Tutti. I genitori, i fratelli e le sorelle, gli zii e i cugini. 
Ormai anche io li chiamo così perché li sento parte della famiglia. 
È come se, con questa esperienza, si fosse completato un mosaico. 
Un mosaico bellissimo. 
Io non ho potuto dare a mia figlia una famiglia unita e numerosa. 
No. Sono una madre single, 
e la mia famiglia di origine vive lontana, anche se le vuole bene. 
Ho potuto darle solo il mio affetto 
e le ho insegnato quel poco che so della vita. 
O almeno ci ho provato e ci provo.
In USA invece fa parte di una famiglia numerosa, felice, 
unita, piena di amore. 
Una vera ricchezza.
E la cosa più bella è che condividono 
questa ricchezza con mia figlia e di riflesso con me. 
Parlo con Laura quasi tutti i giorni in chat su Facebook. 
E anche dai piccoli aneddoti, dai compiti di scuola allo shopping, 
sento che il legame con me è forte, 
ma sento anche che ne sta creando uno altrettanto intenso.
 E questo mi da una grande serenità.
Sabato l'ho vista su Skype la quarta volta in due mesi 
(già due mesi, come vola il tempo!). 
Direi in linea con le previsioni. 
Un elenco infinito di compiti per la scuola, 
una sfilata con gli ultimi acquisti, 
un'intervista per il compito di psicologia sui suoi primissimi mesi di vita. 
E lì mi sono resa conto di quanto sia cresciuta...
e di quanta poca memoria io abbia!!!
Non mi ricordo la sua prima parola, 
e forse nemmeno il suo primo passo...
non lo so forse perché poi ne sono seguiti talmente tanti
( sia di passi che di parole....AHAHAH!!!) :-D
che forse ritengo che siano più importanti gli ultimi, non i primi... 
( o forse è solo una scusa per non dirmi che madre degenere io sia!)
E comunque questa "prova" mi sta rendendo una madre più consapevole.
Perciò non posso fare altro che ringraziare.
E chiedere ai Gianfrancesco se vogliono adottare pure me
(due al prezzo di una) :-)


venerdì 4 ottobre 2013

Bye bye


And now ladies and gentlemen... I'm flying to Cambridge... 
( In questo momento sono sull'aereo!!)
La prima avventura senza mia figlia 
( veramente ho già fatto il corso vegan!).
 Mi servirà per comunicare con lei dato che insiste per parlare esclusivamente in inglese...
 Per la verità l'ultima volta che abbiamo chattato su Facebook 
sono riuscita a farlo in inglese almeno in parte...
però scrivendo credo sia più facile! 
Anyway... I' m so proud of me. 
Devo dire che finora stare lontana da mia figlia non mi pesa molto. 
Da quando ci ho parlato via Skype e l'ho vista così tranquilla,
 perfettamente ambientata, non ho motivo di preoccuparmi. 
A volte solo un po' di nostalgia... 
Che comunque dura poco perché fortunatamente ho continuamente sue notizie... 
A costo di risultare la classica madre italica 
che "ogniscarrafoneèbelloamammasua" 
direi che mi da grosse soddisfazioni! 
Si è subito fatta riconoscere...
nel senso che a scuola per ora è una gran SECCHIONA!!!
( modestamente ha preso tutto dalla mamma ;-P) 
e in famiglia le vogliono bene. L'ho proprio percepito. 
So che questo week-end sarà ospite della famiglia di un'altra exchange girl... 
Trovo che anche questi continui scambi siano utili! 
Beh per ora mi fermo qui... I prossimi post in inglese?
See u soon!!



mercoledì 11 settembre 2013

Skype: primo contatto vis a vis

L'emozione è passata, non ce l'ho fatta a scrivere subito
perché l'ho assaporata per bene...è stata veramente forte.
A una settimana dalla sua partenza ho sentito mia figlia,
anzi l'ho vista su Skype...
la comodità della tecnologia!!!
Incredibile...parlavo proprio ieri con un'amica che mi chiedeva di Laura
(ormai è diventata una domanda obbligata!!
a cui rispondo sempre volentieri, peraltro).
L'ho vista felice.
E ho realizzato che sì, mi manca, ma l'ho vista perfettamente a suo agio
nonostante le prime difficoltà di ambientamento,
di adattamento alla lingua, alla scuola, ai compagni, alla famiglia...
Insomma la vedi e dici:"ok è proprio lì che deve essere!!"
E veniamo ai dettagli..:-) ho anche registrato la telefonata,
ma non vi farò il dispetto di farvela ascoltare.
Fiuuu!!!
Ero al corso di cucina vegana
(primo dei tanti corsi a cui mi sono già iscritta :-P)
e mi arriva un suo messaggio su facebook.
Il mezzo di comunicazione più veloce ed immediato.
Mi precipito verso casa trovando per strada Apipiaggio,
camion e...un trasporto eccezionale!!!!!
E così ritardo di un quarto d'ora....abbondante.
Però mi risponde e... eccola!!Mi è sembrato di non vederla da secoli.
Devo dire che qualche lacrimuccia mi è scappata
e lei in perfetto americano..."mummy don't cry!!"
Eh, facile a dirsi!!
E comincia a raccontarmi della famiglia,
mi fa vedere la sua camera, molto carina,
mi racconta dei fratelli che ha conosciuto, della scuola,
delle materie, dell'orario scolastico...
mi fa persino vedere il lucchetto che le hanno dato all'orientation a Boston
 per insegnarle ad aprire quello dell'armadietto a scuola...
"Mamma ho l'armadietto!!!Al terzo piano!"
Una cosa complicata...manco avessero i lingotti d'oro!
i classici lucchetti da cassaforte rotondi con la combinazione a tre cifre
 in cui devi girare prima in una direzione poi nell'altra...
per cui sprechi tutti i 4 minuti a disposizione per cambiare aula,
per aprirlo e richiuderlo!!!
E l'orario!!!!Noi in Italia abbiamo un orario settimanale stabilito,
perciò se alla terza ora del mercoledì hai "Storia dell'arte"
sarà così per tutti i mercoledì dell'anno!!!
Invece là, no! Troppo semplice! ;-)
Stabilite le sette materie da frequentare per tutto l'anno,ogni giorno cambia.
 Lei ha scelto Giornalismo, Psicologia, Algebra, Chimica,
Storia americana, Inglese e Ginnastica (alternata a Business class).
Bene: mettiamo che l'ordine delle materie sia proprio l'elenco appena scritto.
Giornalismo alla prima ora, psicologia alla seconda e così via.
Le ore al giorno a disposizione però sono solo sei!
Perciò il primo giorno rimane esclusa Ginnastica.
Che sarà alla prima ora del giorno successivo,
 facendo scalare le altre nello stesso ordine...wow!!
Per il resto ovviamente ancora non aveva conosciuto molte persone,
mentre ora la chiamano ai tavoli in cafeteria (me l'ha scritto ieri su fb)
 e cominciano a invitarla e a chiacchierare con lei.
Con i prof invece direi che è andata meglio...
la prof Hopkins di algebra2 si è subito resa conto
che è preparatissima e anche in chimica sa già molte cose...
Ma la parte più bella è sicuramente la host family.
Si sta facendo voler bene da tutti.
La famiglia è numerosa: figli, fratelli, zii, cugini, nipoti
(e le due nonne!!Frencis e Italia!)...
mi ha presentato Linda, la host mum.
E devo dire che ero emozionatissima,
non sapevo cosa dire ma ci ha pensato lei...
"God bless you, you've done a good job with Laura,
we'll really have a good time this year!"
una persona solare, gioiosa, aperta, una donna che,
a pelle, ho sentito vicina e in sintonia.
E che non finirò mai di ringraziare per ciò che mi ha detto.

E per citare Gilmore Girls...
"Il mio primo pancake mi è riuscito benissimo"

sabato 24 agosto 2013

Alla Sapienza, cerimonia di saluto.

E' partita.
Sento il bisogno di scrivere per conservare nella memoria ogni più piccolo dettaglio di questa mattinata.
So che può sembrare ridicolo ma ho la sensazione che se non scrivo dimenticherò tutto.
Laura è salita su un pulmann con i vetri oscurati ed è partita.

La mattinata è iniziata presto.
Alzate alle 7, colazione frugale, beh per lei no, si è mangiata un bel panino 
con la nutella alla faccia della tensione!!!
Alle 8.15 siamo in stazione in attesa dell'autobus 310.
E lì, probabilmente siamo circondate dall'aura di Intercultura, 
troviamo altri exchanger in partenza. 
"Valigia grande, età corrispondente...dovete andare alla Sapienza?"
Arriva l'autobus e già sento un brivido. 
Dentro di me sto facendo un count down.
L'ora dei saluti si avvicina.
Arriva la nostra fermata.
Un bel gruppetto scende dall'autobus e si avvia verso l'ingresso della Sapienza.
All'ingresso troviamo il padre di Laura che ci attende e poi insieme attraversiamo
il grande parco dell'università delimitato dagli edifici delle varie facoltà,
e ci troviamo alla scalinata che porta all' Aula Magna.
Troviamo un bel po' di ragazzi con i propri famigliari seduti in attesa.
Prima di arrivare alla scalinata ci avvicina una volontaria di Intercultura che, 
dopo aver chiesto il nome a Laura, 
la invita ad andare al pullman n° 1 nel parcheggio sul retro, 
lasciare il bagaglio da stiva, 
e andare a registrare la sua presenza al "seggio" n° 1.

Eccoci al pullman.


Ci danno i tagliandi da appendere alle valige con l'indirizzo di destinazione,
e Laura va a pesare i bagagli. 
Tutto ok. 
Sospiro di sollievo!!
Carica il bagaglio nel pullman e ci avviamo verso l'Aula Magna.
Nell'atrio ci sono appunto dei seggi 
che assegnano un cartellino ad ogni ragazzo,
con su scritti gli orari dei voli, 
la zona di "benvenuto una volta giunti a destinazione, 
i numeri di emergenza...tutto quello che servirà per il viaggio. 
La volontaria di Afs, simpaticissima e gentilissima,
da la targhetta a Laura che se la appende al collo tutta emozionata.


L'unica cosa di cui si dispiace un po' è 
che è l'unica ragazza marchigiana 
che parte oggi per gli States 
e perciò non conosce nessuno.
Poi però trova Giulia, di Jesi che parte per un trimestrale in Belgio 
e così si mette a chiacchierare un po' con lei.
Dopo un po' entriamo tutti in Aula Magna 
e alle 10.30 in punto parte la proiezione del video di Intercultura.
L'abbiamo visto centinaia di volte, 
io lo so quasi a memoria, però è sempre simpatico, 
divertente e anche emozionante.

L'Aula Magna è strapiena.



Entra Roberto Ruffino, il segretario generale di Intercultura.
Nonostante la formalità nel parlare, 
nel leggere i comunicati del sindaco di Roma e del Ministero degli esteri, 
nel chiamare a parlare le ambasciatrici della Lettonia e della Serbia,
 il presidente dell'associazione italiana Presidi, 
tutto ha un'aria colloquiale, accogliente, decisamente famigliare. 
Lo dice, Ruffino, 
che siamo una grande famiglia, 
fatta di volontari, di exchangers e delle loro famiglie, 
lo dice, ma si sente che lo pensa, 
che ne è convinto e che lo sono anche tutti gli altri.
C'è gioia nelle loro parole di benvenuto, 
non c'è retorica o falsità. 
E quando presenta ad uno ad uno i gruppi in partenza 
si alzano gli applausi e la commozione. 
Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca,
Repubblica Dominicana, Ecuador, 
Honduras, Islanda, Lettonia, 
Olanda, Russia, Serbia, 
Slovacchia, Ungheria 
e Stati Uniti! 
Applausi e commozione.

Ruffino parla di Intercultura, 
associazione che l'anno prossimo compirà 100 anni!!!
Parla della speranza di una 
"futura generazione che sta al passo con il resto del mondo"
 che sta alla base dell'associazione.
Parla dei volontari e li ringrazia uno per uno. 
Parla delle famiglie e del loro coraggio 
nel lasciar partire i figli per un anno.
Ci ringrazia della fiducia che accordiamo 
ad Intercultura nell'affidare i nostri ragazzi 
e ci chiede di lasciarli andare. 
Di far sì che siano liberi di vivere l'esperienza 
che non sarà tutta rose e fiori, ma sarà sofferenza. 
Sarà adattamento. Sarà pianto ma anche autonomia e poi maturità.
Passa poi la parola ai volontari 
che ci ricordano le regole di Intercultura, 
ci illustrano il programma delle prossime giornate, 
si raccomandano ancora una volta 
di usare educazione, sensibilità e delicatezza
 nei confronti delle famiglie ospitanti, 
per capire la loro cultura, le loro abitudini ed adattarsi al meglio.
E ancora un po' di aneddoti 
e l'intervento di una madre di due gemelle in partenza 
che a sua volta è stata una exchanger dal Maine 
e poi è tornata in Italia definitivamente.

E' l'ora dei saluti. 
Chiamerà un pullman alla volta. 
E naturalmente siamo i primi ad uscire e salutare.
Ci avviamo verso l'autobus 
che porterà Laura in un albergo fuori Roma 
da dove poi andrà a Fiumicino 
(un'altra levataccia visto che il primo volo è alle 6.45!!!)
Laura è tesissima e poi si scioglie in un pianto liberatorio. 
Mi abbraccia forte.
Sembra che non voglia lasciarmi più.
E' ora di andare bambina mia. 
E' ora di andare. 
Ci vediamo fra 10 mesi. 
Ti voglio bene.



venerdì 23 agosto 2013

A Roma

Arrivate a Roma, ci siamo subito imbattute nel folklore cittadino...
:" A' Sorcio! Dove sta via Principe Amedeo?" 
Due tassisti gentilissimi che ci hanno aiutato a trovare l'albergo...:-)
Dopo un pasto frugale e un paio d'ore di sonno, 
siamo uscite per un giro.
Andiamo verso il Colosseo e, 
appena arrivate davanti all' Esquilino ( capolavoro!!!) 


comincia a piovere di brutto!!!
Fortuna i cinesi!!!
Due ombrellini super colorati e di nuovo per strada sotto la pioggia, 
a scovare e ammirare anche gli angoli della città...


strade e palazzi, giardini e terrazzi...


finchè non appare
...er Colosseo!!!





Circondate da centurioni, pakistani che vendevano l'acqua ghiacciata  
(uannaduuannaduuannadu!!
Uno ci ha offerto l'acqua almeno sei volte 
ripetendo questo scioglilingua senza guardarci in faccia
 non capendo che eravamo le stesse della volta prima!!)
e turisti...alla fine ci siamo concesse una piccola pausa


Non contente della camminatina,
abbiamo deciso di proseguire
per altri 4 km
verso piazza San Pietro

Il lungo Tevere è bellissimo,
mi ricorda Verona,
più in grande naturalmente...






giriamo a sinistra ed ecco
... San Pietro!!!


il Colonnato del Bernini è davvero mozzafiato


L'ultimo giorno in Italia, passato con me, volge al termine.
E' stato impegnativo e intenso,
dedicato solo a noi due
e ci voleva, eccome se ci voleva!!
Una cena veloce e leggera 
e poi a nanna.
La mattina alle 7 in punto c'è la sveglia !


Inizia il viaggio

Ultimi giorni frenetici. 
Ho saltato la descrizione della valigia anche se quello è stato il momento 
in cui mi sono resa conto che la partenza era imminente...
E poi feste, biglietti, letterine... 
Tanti attestati di stima e amicizia x mia figlia 
che mi hanno reso orgogliosa e  fiduciosa.
Ieri l'ultima notte a Pesaro...
Sembrava tutto irreale. 
Abbracci infiniti che dicono più di mille parole, 
parole che non riesci a dire, 
che non escono x la commozione, 
perché non vuoi piangere 
ma senti un nodo in gola. 



E così stai in silenzio con gli occhi lucidi 
e la guardi mentre osserva tutto 
come se cercasse di imprimere nella mente 
anche il più piccolo particolare.

Ed eccole le valige, attentamente pesate, 
riempite come se fossero una partita di Tetris.




Ora siamo sul treno per Roma. 
Con un giorno di anticipo, 
per fare le cose con calma e goderci la città eterna.
Partite all'alba per essere in città per pranzo...
ma che stanchezza!





domenica 11 agosto 2013

America, America...coincidenze.

Sono ancora incredula. 
E se ci penso ancora gli occhi si riempiono di lacrime per l'emozione...
Finalmente il placement è arrivato!!!Lo so da tre giorni.
Dal 7 agosto. Ero in viaggio per Padova
 e mia figlia mi ha chiamata al telefono...
e non stava più nella pelle... 
E subito nella sala d'attesa dello studio di Padova 
comincio a navigare e vedo il posto...
North Providence , Rhode Island...
E poi la famiglia, italo-americana, padre e madre  con 4 figli(!!!!!)
 e due nonne (una si chiama Italia).
La casa è bellissima. La tipica abitazione coloniale in legno 
con tanto di porticato e bandiera americana esposta...che invidia!!!
 Sembra la casa di Lorelai :-)
E poi la scuola...enorme!!!Moderna, con un sacco di materie,
 una vastissima scelta di sport e attività.
E infatti mia figlia il giorno dopo è arrivata con un plico di fogli
 con la descrizione di ogni singola materia di studio per scegliere bene il programma...
Comincio a realizzare solo ora che fra 11 giorni parte!!!
Insomma, sapevo che sarebbe partita entro il 10 settembre...
ma non avevo idea di dove sarebbe andata, di chi l'avrebbe ospitata...
ora che ho visto i luoghi e conosco i loro nomi, i loro volti...
mi sembra di aver ricevuto una scossa. E' tutto vero.
Da quando abbiamo saputo la destinazione generica
 (Stati Uniti) ogni giorno vedevo o sentivo qualcosa che mi portava là col pensiero. 
Una maglietta, un cappellino, un nome, una canzone... 
ma da tre giorni a questa parte in ogni momento e in ogni occasione,
 ogni cosa mi parla dell'America...
come quando vuoi comprare un'automobile 
e improvvisamente in giro noti solo quel modello. 
Oggi ero al ristorante e mi sono segnata il numero di telefono che termina con 911!!!!
 E stasera ho sentito la canzone di Gianna Nannini,
 che è di una volgarità assurda (lei e la canzone)... 
e poi mi è tornato in mente un cartone animato degli anni '80:
 "Il giro del mondo in 80 giorni"che solo chi ha la mia età conosce, 
di cui ricordo non solo la sigla ma anche una canzone all'interno del cartone,
 che indovinate come si intitola?
Si vede che era destino!

lunedì 29 luglio 2013

In attesa della Host Family

Una volta saputo che Laura sarebbe partita per gli States, 
abbiamo entrambe cominciato a prendere informazioni 
su questa nazione così vasta e anche provato ad indovinare 
o perlomeno ad immaginare quale sarà la destinazione finale. 
Io me la vedevo in Alaska, in mezzo alla neve, 
oppure in Connecticut, davanti a Yale 
vicino ai luoghi che abbiamo imparato a conoscere
 tramite Gilmore Girls, la nostra serie tv preferita. 
Siamo al 27 luglio e ancora non abbiamo la Host Family. 
Laura poi mi ha insegnato un "trucchetto", per sapere la destinazione.
 Sul sito di afs usa c'è la pagina dedicata alle host families,
 nella quale si trovano i profili degli exchange students divisi per zona.
 Basta digitare lo Zip Code( il nostro cap) della zona interessata
 e si trova l'elenco degli studenti disponibili per quella città. 
Questo è il link.
Ecco che allora, non avendo idea degli zip codes delle città americane,
 ho trovato una app ( Zip Code tools) gratuita
 con cui sono risalita tramite un tapping sulla mappa
 alla zona in cui è inserita Laura.
 Non so quanti codici ho provato prima di trovarla!!!!!!
E infine eccola: vicino a Boston, Massachussets!! 
Wow!!! Sarà vero? Lo sapremo presto, quando arriverà la hostess family!
 L'attesa sta diventando un po' snervante, 
anche perché poi intorno la curiosità è (giustamente) tanta...
e rispondere a tutti che ancora non abbiamo notizie,
 che non conosciamo i criteri di selezione,
 e grazie vi faremo sapere...;-P a volte spazientisce...
Laura è agitatissima. 
E in più subentra anche quel fastidioso pensiero:
" ma perché non mi vuole nessuno? "
E io cerco di rassicurarla, dicendole che 
le famiglie nn esprimono un giudizio su di lei,
 e che comunque anche l'attesa fa parte dell'esperienza. 
E la cosa certa è che partirà e starà via un anno intero
 e che sarà un esperienza meravigliosa, e che anzi secondo me
 ( lo dico spesso scherzando ma neanche tanto!) 
non tornerà più in Italia!!!

Ps: nella zona di Boston sono rimasti nove studenti da "piazzare" :-))))

sabato 27 luglio 2013

Mamma in stand by

Io che non mi sono mai sentita una mamma "normale", 
di quelle che vivono la maternità come se fosse l'unico scopo della loro vita,
 mi trovo a scrivere un diario da mamma in pausa.
Perché mia figlia, 17 anni, 
partirà fra un mese o poco più per un anno negli States.
Ed io mi sento come catapultata 17 anni indietro nel tempo.
Sono in una fase di profondo cambiamento della mia vita:
 sto affrontando un periodo di super lavoro per portare avanti i miei progetti
 e nel frattempo continuo a lavorare nel mio recording studio,
 proseguo gli aggiornamenti con corsi e certificazioni, 
mi occupo della casa (con scarsi risultati devo dire ;-P)
 e naturalmente di mia figlia, coltivo anche nuove amicizie...
a volte mi dico che sono wonder woman,
 ma solo per tirarmi un po' su. 
Però il cambiamento è nell'aria. Lo sento.
E l'anno di lontananza da Laura è quasi una ciliegina sulla torta. 
La conferma del cambiamento che sta per arrivare.
Mi sento come in attesa,
 come se questa esperienza fosse un nuovo parto 
(non ci avevo mai fatto caso: part-o e part-enza, stessa radice, beh, part-o 
è anche la prima persona di part-ire....
logico, non ci avevo mai pensato prima).
In effetti durerà circa dieci mesi, poco più di una gravidanza normale.
 E mi restituirà mia figlia cambiata, cresciuta, autonoma, adulta
 ( è un punto su cui i volontari di Afs hanno insistito molto: 
l'esperienza sarà formativa e traumatica, 
nel senso che il cambiamento sarà repentino e profondo, 
e traumatico sarà soprattutto il ritorno).
Ed io sarò cambiata, cresciuta...tralasciamo adulta,va!
Vivrò la maternità a distanza. E quindi sarà una rinascita per entrambe.
Programmata, perché il lavoro di preparazione è stato lungo.
 Documenti da compilare, scrivere, spedire via fax, via mail, via posta.
 Selezioni, riunioni, incontri con volontari 
e con persone che hanno vissuto la tua stessa esperienza 
o la stanno vivendo insieme a te.
Tante domande a cui viene data risposta, 
molti interrogativi che la avranno solo ad esperienza conclusa.
Forse.
La cosa bella è che non sono spaventata.
 Forse sono incosciente, ma io riesco a vedere solo l'opportunità 
per lei di maturare, vivere a stretto contatto con un' altra cultura, aprire la mente, 
per me di concentrarmi un po' di più sulla mia vita e accelerare il cambiamento.