sabato 27 luglio 2013

Mamma in stand by

Io che non mi sono mai sentita una mamma "normale", 
di quelle che vivono la maternità come se fosse l'unico scopo della loro vita,
 mi trovo a scrivere un diario da mamma in pausa.
Perché mia figlia, 17 anni, 
partirà fra un mese o poco più per un anno negli States.
Ed io mi sento come catapultata 17 anni indietro nel tempo.
Sono in una fase di profondo cambiamento della mia vita:
 sto affrontando un periodo di super lavoro per portare avanti i miei progetti
 e nel frattempo continuo a lavorare nel mio recording studio,
 proseguo gli aggiornamenti con corsi e certificazioni, 
mi occupo della casa (con scarsi risultati devo dire ;-P)
 e naturalmente di mia figlia, coltivo anche nuove amicizie...
a volte mi dico che sono wonder woman,
 ma solo per tirarmi un po' su. 
Però il cambiamento è nell'aria. Lo sento.
E l'anno di lontananza da Laura è quasi una ciliegina sulla torta. 
La conferma del cambiamento che sta per arrivare.
Mi sento come in attesa,
 come se questa esperienza fosse un nuovo parto 
(non ci avevo mai fatto caso: part-o e part-enza, stessa radice, beh, part-o 
è anche la prima persona di part-ire....
logico, non ci avevo mai pensato prima).
In effetti durerà circa dieci mesi, poco più di una gravidanza normale.
 E mi restituirà mia figlia cambiata, cresciuta, autonoma, adulta
 ( è un punto su cui i volontari di Afs hanno insistito molto: 
l'esperienza sarà formativa e traumatica, 
nel senso che il cambiamento sarà repentino e profondo, 
e traumatico sarà soprattutto il ritorno).
Ed io sarò cambiata, cresciuta...tralasciamo adulta,va!
Vivrò la maternità a distanza. E quindi sarà una rinascita per entrambe.
Programmata, perché il lavoro di preparazione è stato lungo.
 Documenti da compilare, scrivere, spedire via fax, via mail, via posta.
 Selezioni, riunioni, incontri con volontari 
e con persone che hanno vissuto la tua stessa esperienza 
o la stanno vivendo insieme a te.
Tante domande a cui viene data risposta, 
molti interrogativi che la avranno solo ad esperienza conclusa.
Forse.
La cosa bella è che non sono spaventata.
 Forse sono incosciente, ma io riesco a vedere solo l'opportunità 
per lei di maturare, vivere a stretto contatto con un' altra cultura, aprire la mente, 
per me di concentrarmi un po' di più sulla mia vita e accelerare il cambiamento.

Nessun commento:

Posta un commento